Magari l'aveva già riconosciuta, ma ben sapendo quanto ci hanno messo le Nazioni Unite l'anno scorso per decidersi sulla definizione del dramma del Darfur (lo chiamiamo conflitto?! o genocidio?! "No, lo sarebbe anche, un genocidio, ma se lo ammettiamo, poi ci tocca intervenire, quindi fingiamo di doverci pensare un altro poco" e via dicendo così per mesi) non si sa mai... e adesso lo hanno dichiarato ufficialmente...
È di oggi la notizia che i diciotto esperti indipendenti del Comitato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani hanno condannato all'unanimità quanto hanno etichettato come "pulizia etnica", attuata in Darfur dalle milizie filo-arabe dei guerrieri 'janjaweed', grazie all'immunità legale garantita di fatto dalle autorita' centrali sudanesi. In un rapporto si denunciano "le gravi violazioni dei diritti dell'uomo, diffuse e sistematiche, ivi compresi omicidi, stupri, trasferimenti forzati e attacchi contro la popolazione civile" che, si sottolinea, sono state "perpetrate in regime di totale impunita', e continuano a esserlo, nell'intero Sudan e, in particolare, nel Darfur".
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Friday, 27 July 2007
Wednesday, 25 July 2007
Nuova risoluzione per il Darfur
Oggi Francia e Regno Unito hanno presentato una nuova bozza al Consiglio di sicurezza dell'ONU per arrivare a una risoluzione meno rigida nei confronti del governo sudanese.
Con questo documento si rinnova l'obiettivo del dispiegamento di 26mila soldati e agenti di polizia in Darfur, ma si attenua la minaccia di "nuove misure" contro il Sudan nel caso in cui ostacolasse il processo di pace.
Nella bozza si fissa al 31 dicembre come data per il passaggio di consegne dalle forze dell'Unione africana (Ua) al contingente "ibrido" gestito da Ua e Onu. Andrew Natsios, inviato speciale degli Stati Uniti in Darfur, ha criticato la bozza: "E' orribile, e' peggio della prima". (AGI)

Nel frattempo il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (Pam) e' tornato a condannare il protrarsi degli attacchi ai convogli umanitari e l'acuirsi della violenza in Darfur. "Nelle ultime due settimane sono stati attaccati nove convogli di aiuti umanitari
Oshidari si e' appellato a tutte le parti in conflitto per scongiurare altri attacchi agli operatori umanitari attivi in Darfur. Dopo gli assalti delle ultime settimane, sale cosi' a 18 il numero dei convogli del Pam attaccati da uomini armati in Darfur. Nel paese l'agenzia Onu ha messo in campo la sua piu' vasta operazione, con circa 790 operatori schierati sul campo per assistere oltre due milioni di persone ogni mese. (AGI)
Con questo documento si rinnova l'obiettivo del dispiegamento di 26mila soldati e agenti di polizia in Darfur, ma si attenua la minaccia di "nuove misure" contro il Sudan nel caso in cui ostacolasse il processo di pace.
Nella bozza si fissa al 31 dicembre come data per il passaggio di consegne dalle forze dell'Unione africana (Ua) al contingente "ibrido" gestito da Ua e Onu. Andrew Natsios, inviato speciale degli Stati Uniti in Darfur, ha criticato la bozza: "E' orribile, e' peggio della prima". (AGI)
Nel frattempo il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (Pam) e' tornato a condannare il protrarsi degli attacchi ai convogli umanitari e l'acuirsi della violenza in Darfur. "Nelle ultime due settimane sono stati attaccati nove convogli di aiuti umanitari
Fonte foto: rai.it
e lo staff del Pam e' stato bloccato e derubato in diverse occasioni da uomini armati", ha denunciato Kenro Oshidari, rappresentante del Pam in Sudan, .Oshidari si e' appellato a tutte le parti in conflitto per scongiurare altri attacchi agli operatori umanitari attivi in Darfur. Dopo gli assalti delle ultime settimane, sale cosi' a 18 il numero dei convogli del Pam attaccati da uomini armati in Darfur. Nel paese l'agenzia Onu ha messo in campo la sua piu' vasta operazione, con circa 790 operatori schierati sul campo per assistere oltre due milioni di persone ogni mese. (AGI)
Monday, 23 July 2007
Costa d'Avorio: rimangono i caschi blu
Il 16 luglio con la risoluzione 1765 il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha deciso all’unanimità che i caschi blu dell’Onu resteranno in Costa d’Avorio altri sei mesi, fino al 15 gennaio 2008. Il fine è quello di “consentire il regolare svolgimento di elezioni libere e trasparenti”, fissate per ottobre 2007.
Secondo Nigrizia il consiglio ha inoltre accolto la richiesta del presidente ivoriano Laurent Gbagbo, di sostituire il responsabile ONU per le elezioni in Costa d’Avorio, Gerard Stoudmann, ed ha assegnato la carica ad Abou Moussa, rappresentante speciale di Ban Ki-Moon. La richiesta di Gabgbo, presentata due mesi fa, aveva suscita dure proteste da parte dell’opposizione e critiche e scetticismo anche da parte di molti diplomatici, da sempre convinti che l’unico modo per assicurare al paese un corretto e regolare svolgimento delle elezioni sia la copertura delle Nazioni Unite. Nel tentativo di rasserenare l’opposizione, Moussa ha già fatto sapere che creerà una unità tecnica di collaboratori per monitorare il processo elettorale.
La Costa d’Avorio non conosce consultazioni popolari dal 2002, anno del colpo di stato. Dopo essere state fissate nell’ottobre 2005 e rinviate al 2006, quest’anno forse le elezioni si terranno davvero. Ma le tensioni ancora forti nel paese potrebbero ancora far slittare la data prevista.
Il 21 luglio le nazioni Unite hanno annunciato di aver sospeso il contingente militare del Marocco che partecipava alla missione di peacekeeping in Costa d'Avorio, mentre è in corso un'inchiesta su un presunto e vasto fenomeno di abusi sessuali.
Ieri funzionari delle Nazioni Unite, parlando sotto anonimato, avevano spiegato che l'inchiesta riguarda soldati marocchini che hanno fatto sesso con un vasto numero di minorenni nella zona di Bouake, una roccaforte dei ribelli che si trova nel nord della Costa d'Avorio.
Toure ha detto che le accuse sono venute alla luce dopo che la missione Onu ha avviato una campagna contro lo sfruttamento sessuale (REUTERS).
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