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Thursday, 17 July 2008

Le 90 primavere di Mandela

Happy birthday Mandela!


Il 18 luglio ricorre il compleanno di Nelson Mandela, premio nobel per la pace per la sua lotta contro l'apartheid e primo Presidente del Sudafrica a-razziale. Queste le parole che ha pronunciato durante il concerto tenutosi a Londra il mese scorso in suo onore: «vent'anni fa Londra ospitò questo concerto che chiedeva la nostra libertà, che ci ispirò nelle nostre prigioni. Ora siamo qui liberi, e siamo onorati. Ma anche se siamo qui a festeggiare, il nostro lavoro non è finito. Perché c'è povertà, oppressione, Aids. Il nostro lavoro vuole portare la libertà a tutti... a quasi 90 anni, è tempo di avere una mano per sollevare questo fardello». «È nelle vostre mani» ha detto l'anziano leader, ripetendo lo slogan della campagna anti Aids 46664. Poi si è allontanato tra le ovazioni della folla (corriere).

Saturday, 5 April 2008

Friday, 23 November 2007

Monday, 29 October 2007

Sudafrica: ucciso Lucky Dube

articolo di Marco Boccitto, tratto da ilmanifesto.it
Sta provocando forti reazioni in Sudafrica l'assassinio del cantante Lucky Dube, avvenuto nella serata di giovedì 18 c.m. a Johannesburg. Un delitto eccellente che fa registrare anche un salto di qualità nel dibattito sull'emergenza criminalità, già infiammato da stime che parlano di 50 omicidi in media al giorno nel paese. E il prezzo più alto lo paga la gente normale - più o meno povera -, visto che i ricchi sempre più ricchi vivono asserragliati nei loro fortini. Musicista, compositore e frontman 43enne, molto amato in patria ma assai popolare anche nel resto del mondo, Lube è stato ucciso mentre percorreva una strada di Rosettenville alla guida della sua Chrysler grigia, accompagnato dai due figli adolescenti. Quando si è reso conto di essere sotto tiro sarebbe riuscito a rallentare e a spingere fuori dall'abitacolo i figli. Raggiunto da almeno due proiettili, ha tentato di ripartire ma la sua corsa è finita dopo pochi metri contro un albero. La polizia parla di un maldestro tentativo di rapina finito in tragedia. Tra i primi a reagire, piangendo «l'uomo e il musicista rinomato in tutto il mondo», il presidente Thabo Mbeki, in partenza per Parigi dove oggi sosterrà la nazionale sudafricana di rugby nella finale mondiale contro l'Inghilterra. «Ci prepariamo a festeggiare la vittoria degli Springboks - ha detto - ma dobbiamo anche sentirci afflitti per la morte di un sudafricano così rappresentativo». Duro l'Inkatha Freedom Party con il governo, reo di «apatia» e di non voler «ammettere le dimensioni e la gravità del problema». Va oltre l'African christian democratic party, che chiede di ripristinare la pena di morte, dimostrando di tenere in scarsissima considerazione lo spirito non-violento che animava le canzoni di Lucky Dube. Parole di commozione e sdegno arrivano invece dall'African national congress e dalla Democratic alliance. Un comunicato del ministero dell'arte e cultura lamenta la «perdita monumentale, che segna un triste giorno nella storia di questo paese». La confederazione sindacale unitaria parla di «oltraggio e raccapriccio», il Pan African Congress di «shock e rabbia».
Lucky Dube era nato il 3 agosto 1964 in una Johannesburg stretta nella morsa dell'apartheid e del Group areas act, che permetteva alle autorità di deportare i neri nelle zone più sfavorevoli e di murarli all'interno. Poco dopo la nascita, quando fu chiaro che le sue precarie condizioni di salute non lo avrebbero portato alla morte prematura sentenziata dai medici, cominciarono a chiamarlo lucky, «fortunato». Gli esordi, all'inizio degli anni '80, sono all'insegna dei ritmi mbaqanga, la musica pop delle townships. Nell'85 la svolta dell'impegno e del reggae: l'album Rastas never die viene bandito dal regime di Pretoria, ma Dube diventa un'icona fuori e dentro l'Africa, un simbolo della musica sudafricana in lotta contro l'apartheid. Con 20 album all'attivo, alcuni epocali come Slave e Prisoner, una certa somiglianza stilistica con Peter Tosh e la tendenza ad esaltare piuttosto il lato sociale del rastafarianesimo, trascurando l'afflato mistico, Lube terrà testa con la sua musica (l'ultimo disco, Respect, è del 2006) all'ondata di nuove tendenze, dal kwaito al rap, che caratterizzano la scena sudafricana post-apartheid e segnano il tempo nelle strade del paese.

Monday, 15 October 2007

Ventennale della morte di Thomas Sankara


Foto tratta da Hebdomadaire du Burkina.

Un minuscolo omaggio anche da parte di chi in questo periodo non ha tempo d'aggiornar il blog. Chiedendo venia.

Sunday, 16 September 2007

Zimbabwe: destituito dal Vaticano l'avversario più agguerrito di Mugabe

11 settembre - In seguito alla pubblicazione di alcune foto scandalo che ritraggono l'arcivescovo zimbabweano Pius Aleck Mvundla Ncube a letto con una donna, Papa Benedetto XVI ha chiesto ed ottenuto le sue dimissioni.


Da anni Ncube (in foto), arcivescovo di Bulawayo, la seconda città dello Zimbabwe, è impegnato nella lotta per i diritti umani nel suo Paese. Dal mese di marzo organizza manifestazioni contro il governo Mugabe, di cui è un fiero avversario. In luglio ha invocato l'aiuto internazionale per liberare il Paese dalla dittatura. Il 10 luglio dichiara pubblicamente che Mugabe è un megalomane.
La risposta (del governo, ndG) non si fa attendere: il 16 luglio viene accusato di adulterio dal marito della donna che è ritratta con lui nelle foto, che vengono pubblicate l'indomani.

Il papa, dopo una breve indagine, ha deciso di chiedergli le dimissioni. I pedofili, invece, li si sposta. Logiche ultraterrene, che noi umani non possiamo comprendere. Senza contare che se il papa chiedesse le dimissioni a tutti i prelati africani che violano la castità, avremmo un'Africa un pò meno cattolica.

"In Zimbabwe, tra l’altro sono severamente puniti con il carcere rapporti omosessuali o gli stupri, non i rapporti sessuali tra adulti consenzienti", spiega il prelato al corriere. "Non posso, per motivi procedurali in corte, e non voglio, per motivi personali, parlare di questa storia. Comunque sono entrati clandestinamente in casa mia e hanno piazzato delle macchine fotografiche, il che è vietato dalla legge. Poi nelle accuse di adulterio prodotte in tribunale non hanno indicato nessuna data di quelle foto. Quindi senza data, le accuse sono nulle e io non ammetterò mai che quelle foto sono vere". Nelle foto, peraltro, non è evidente che si tratti del prelato.

Nel frattempo il marito della donna ha chiesto un risarcimento di 20 mliardi di dollardi dello Zimbabwe, circa 80mila euro. Tenendo conto che l'inflazione nel Paese è al 7500%, la richiesta si apprezzerà considerevolmente.

Come sostiene il prelato, l'accusa è prettamente politica e strumentale. La sua ostilità verso Mugabe risale all'inizio degli anni '80, quando Ncube è stato testimone dei massacri ordinati da Mugabe nel Matebeland, la regione di Bulawayo. L'esercito regolare (all'epoca addestrato dai nordcoreani) massacrò nella più assoluta indifferenza internazionale almeno 20 mila persone, civili inermi e disarmati, nonostante la propaganda del regime parlasse di irregolari pericolosi e armati.

Wednesday, 12 September 2007

Steve Biko a trent'anni dalla sua scomparsa



"The most potent weapon in the hands of the oppressor is the mind of the oppressed."

Discorso tenuto a Cape Town nel 1971

Oggi il Sudafrica celebra il trentesimo anniversario dalla morte dell'attivista antiapartheid Steve Biko, ucciso prematuramente dalla polizia.
Classe 1946, fondò nel 1970 il Black Consciousness Movement, formato da tre organizzazioni (un movimento politico, un sindacato e una lega studentesca) che rappresentavano l'angoscia degli intellettuali africani esclusi dalla logica del regime d'apartheid vigente nello stato sudafricano.
Nel 1972 fondò, insieme ad una settantina di altri gruppi, la Black People Convention. Essa organizzò le manifestazioni di protesta di Soweto a Johannesburg. Il 16 giugno 1976 la polizia attuò una dura repressione e massacrò almeno 100 dimostranti. La rivolta ebbe risonanza ed emulazioni in tutto il Paese e si contarono un migliaio di vittime.
Il Movimento di Biko era distinto dall'African National Congress (ANC) e più estremista, ma basato sui principi della nonviolenza. Sembra però che nel 1977 egli si stesse preparando ad un incontro segreto con Oliver Tambo, futuro presidente dell'ANC e questo poteva essere motivo di preoccupazione per l'Autorità, che proprio su queste basi avrebbe potuto decidere di arrestarlo
[Missionari d'Africa].

Il 18 agosto del 1977 fu arrestato dalla polizia ed il 6 settembre venne sottoposto ad un durissimo interrogatorio, durante il quale venne pesantemente percosso. La polizia sostenne che le lesioni erano state procurate dal prigioniero stesso, che si divincolava troppo. Al peggiorare delle condizioni l'11 settembre venne trasferito in un ospedale di Pretoria, a più di 1000 km dal carcere in cui si trovava a Port Elisabeth. Egli morì l'indomani nel carcere di Pretoria. Le fonti ufficiali sostennero che la morte era stata causata da un prolungato sciopero della fame. La giornalista Helen Zille (capo attuale del principale partito d'opposizione, l'Alleanza Democratica) riuscì però a dimostrare che la morte era stata provocata dalle torture.
Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU decretò con voto unanime l'embargo militare contro il Sudafrica.

Tutt'oggi egli è un simbolo per i giovani sudafricani, secondo solo a Mandela nel rappresentare la fierezza nera e l'avversione alle discriminazioni razziali. Il problema, semmai, come sostiene Kopano Ratele, professore all'Università dell'Africa del Sud, è che le sue idee non hanno più influenza nei processi di eleborazione delle politiche nel Paese, soprattutto in quanto il partito più vicino ai suoi orientamenti è scarsamente rappresentanto in Parlamento. È però da rilevare la centralità che assume il concetto di "Rinascita nera" per l'attuale Presidente Thabo Mbeki.

Oggi per la ricorrenza del trentennale il Presidente sudafricano Thabo Mbeki terrà un discorso all'Università di Città del Capo e a Johannesburg si farà una manifestazione in suo onore.

References: I write what I like, libro postumo che raccoglie i suoi scritti, il film sugli ultimi giorni di vita, Cry Freedom del regista inglese Richard Attenborough (1987) e la canzone Biko del 1980 di Peter Gabriel, che venne vietata in Sudafrica.