“Il Kenya si pentirà della sua incapacità di proteggere l’ambiente” - lo ha detto Wangari Maathai, vincitrice del premio Nobel per la pace nel 2004, commentando un progetto per la produzione di biocarburanti, ottenuti da canna da zucchero coltivabile nel delta del fiume Tana. “Non possiamo andare in giro a combinare guai nelle zone umide solo perché abbiamo bisogno di biocarburanti e zucchero” ha aggiunto la Maathai, già nel parlamento keniano durante la precedente legislatura oltre che viceministro dell'Ambiente. “Questo paese – ha aggiunto - non ha preso seriamente le questioni ambientali, un comportamento molto pericoloso per le generazioni future”. La Maathai ha espresso le sue preoccupazioni durante un incontro pubblico svoltosi a Nairobi, dopo che un tribunale keniano, in seguito a proteste di comunità locali e ambientalisti, ha temporaneamente bloccato una concessione governativa alla 'Mumias sugar company' per terreni agricoli e aree di pascolo da destinare alla coltura di canna da zucchero da cui ricavare anche biocarburanti. (misna)
Tuesday, 15 July 2008
Coltivazioni per biocarburanti in Kenya: Wangari Maathai protesta
“Il Kenya si pentirà della sua incapacità di proteggere l’ambiente” - lo ha detto Wangari Maathai, vincitrice del premio Nobel per la pace nel 2004, commentando un progetto per la produzione di biocarburanti, ottenuti da canna da zucchero coltivabile nel delta del fiume Tana. “Non possiamo andare in giro a combinare guai nelle zone umide solo perché abbiamo bisogno di biocarburanti e zucchero” ha aggiunto la Maathai, già nel parlamento keniano durante la precedente legislatura oltre che viceministro dell'Ambiente. “Questo paese – ha aggiunto - non ha preso seriamente le questioni ambientali, un comportamento molto pericoloso per le generazioni future”. La Maathai ha espresso le sue preoccupazioni durante un incontro pubblico svoltosi a Nairobi, dopo che un tribunale keniano, in seguito a proteste di comunità locali e ambientalisti, ha temporaneamente bloccato una concessione governativa alla 'Mumias sugar company' per terreni agricoli e aree di pascolo da destinare alla coltura di canna da zucchero da cui ricavare anche biocarburanti. (misna)
Friday, 4 July 2008
La guerra del monte Elgon
Dall'agosto del 2006 si consuma una guerra alle pendici del Monte Elgon, nel Kenya occidentale, al confine con l'Uganda. Le ostilità sono state scatenate dal piano governativo di distribuzione delle terre, ritenuto iniquo dal gruppo armato Sabaot Land Defence Force (Sldf). Dal 9 marzo 2008 l'esercito ha risposto duramente agli attacchi, generando un'intensificazione delle violenze contro la popolazione. Gli abitanti, infatti, vengono colpiti sia dalle forze governative che dall'SLDF.
Le terre alle pendici del Monte Elgon, il vulcano spento più grande dell'Africa, sono tradizionalmente dedicate alle piantagioni di caffè.
A dare rilievo a questo conflitto, totalmente ignorato dai media, è stata l'Organizzazione Non Governativa Medici Senza Frontiere, che lavora sul campo offrendo cure mediche gratuite, da oltre un anno (medici senza frontiere, nigrizia, confini on line).
Tuesday, 4 March 2008
Accordo tra Kibaki ed Odinga in Kenya
28 febbraio - apcom- Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha salutato l'accordo per un governo di coalizione firmato dal presidente keniano Mwai Kibaki e il leader dell'opposizione Raila Odinga.
Lo ha indicato il suo portavoce, Michele Montas. Ban "accoglie calorosamente" l'accordo annunciato a Nairobi, che "rappresenta un'apertura verso la risoluzione della crisi e dà al popolo keniano la speranza di un ritorno alla stabilità democratica nel loro Paese", ha dichiarato Montas in una nota, "Si congratula con il presidente Mwai Kibaki e Odinga, per lo spirito di compromesso di cui hanno dato prova firmando questo accordo. Si congratula anche con Kofi Annan (suo predecessore, ndr) e il gruppo di eminenti personalità africane per il loro contributo determinante nella mediazione ". "In futuro, deve essere data importanza all'attuazione dell'accordo concluso e sui problemi a lungo termine che questa crisi ha fatto emergere in primo piano in Kenya", ha proseguito la nota, "Anche se occorre rallegrarsi per l'intesa, deve ancora essere portata una notevole attenzione alla diminuzione delle tensioni tra le comunità e alla risoluzione dei gravi problemi umanitari nel Paese".
Il presidente keniano Mwai Kibaki e il capo dell'opposizione Raila Odinga hanno firmato a Nairobi un accordo di governo che deve risolvere la sanguinosa crisi post-elettorale, quasi due mesi dopo l'inizio delle quotidiane violenze politico-etniche che hanno scosso il Paese. Le due parti rivali hanno firmato il documento durante una cerimonia pubblica, alla presenza del mediatore dell'Unione africana (Ua), l'ex segretario generale dell'Onu Kofi Annan, e del presidente dell'Ua, Jakaya Kikwete.
L'accordo di governo di coalizione prevede in particolare la creazione della carica del primo ministro e dei due vice primi ministri. Il Kenya è sprofondato in una delle sue crisi peggiori dall'indipendenza nel 1963, nata con la contestazione di Odinga della rielezione di Kibaki in occasione delle presidenziali del 27 dicembre, falsate da gravi irregolarità secondo gli osservatori. Oltre 1.500 persone sono morte nelle violenze politico-etniche che hanno seguito il voto, secondo i dati della polizia. Circa 300.000 gli sfollati, secondo Croce Rossa keniana.
Fonte: vita.it
Thursday, 17 January 2008
Violenze in Kenya e colpevole silenzio della stampa italiana
Ciò che mi fa arrabbiare sono due aspetti della questione: che ce lo passino come un conflitto etnico, come se non vi fossero degli IMPRENDITORI ETNICI che ci marciano e fomentano le violenze; che i media italiani, dopo due giorni di martellamento, ora vivano come se tutto fosse finito.
Per quanto riguarda il primo aspetto, io penso che di etnico vi sia gran poco, direi quasi nulla, se non l'appartenenza etnica dei poveri diavoli aizzati contro altri poveri diavoli.
Il secondo aspetto invece concerne la povertà informativa istituzionale ed istituzionalizzata dei media italiani: sembra che dare notizie sia fuori moda nel nostro Paese... perlomeno è una questione fuori discussione per chi lavora nella piccola e maledetta scatola che campeggia in un po' tutte le nostre case e che viene chiamata tivù (foto AFP).
Wednesday, 26 December 2007
Natale Africano
In Ghana il Natale è la festa che diventa occasione per andare a trovare parenti e amici che vivono in villaggi lontani. Il pranzo natalizio prevede riso, pollo, agnello e frutta. Nelle famiglie cristiane viene fatto l’albero, ma ovviamente non si tratta né di un pino né di un abete: il mango è quello più diffuso.
In Kenya le chiese cristiane vengono addobbate con fiori colorati, gli stessi che decorano gli alberi di Natale. Le famiglie si riuniscono per il pranzo, mentre i bambini girano di casa in casa chiedendo piccoli doni e dolcetti (tipo Halloween!). Il piatto tradizionale è il nyama choma, arrosto di capra.
In Sudafrica il Natale cade nel bel mezzo delle vacanze estive. Così il 25 di dicembre diventa una scusa per passare una giornata al mare.
In Zimbabwe, il giorno di Kisimusi (Natale) gli adulti regalano doni ai bambini. Il centro delle celebrazioni è il pranzo, che raccoglie molte famiglie intorno alla stessa tavola imbandita con porridge, arrosto, verdure e dolci.
Fonte: Blog Grandtour.Monday, 26 November 2007
Kenya: violenze della polizia
Inoltre dal marzo 2002, quando almeno 20 persone vennero uccise durante gli scontri tra la violenta setta dei mungiki e una gang rivale, sarebbero sparite almeno altre 4070, viste l'ultima volta nelle mani della polizia. La setta ha forti nessi politici e quella attuata sembra essere una violazione sistematica dei diritti umani, mentre la polizia nega ogni addebito.