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Sunday, 9 December 2007

Si è aperto ieri il summit Unione Europea- Africa: non si parlerà di Darfur

Yesterday was opened the European Union - Africa summit: Darfur's not in the agenda

Lisbona ospita da ieri il secondo vertice Unione Europea-Africa, a cui partecipano 70 capi di Stato e di governo dei due continenti. Parlamentari, scrittori e intellettuali europei e africani hanno lanciato numerosi appelli ai leaders europei affinchè si parlasse di Darfur e Zimbabwe. Anche 50 tra ONG e associazioni per i diritti umani, tra cui Italians for Darfur, hanno inviato una lettera di condanna per l'assenza del Darfur e dello Zimbabwe dall'agenda ufficiale del summit.

Al-Bashir e Mugabe presenti, Gordon Brown assente per non incontrarli. Cresce il sospetto che non si voglia parlare dei problemi più scottanti. L'Europa cerca, in sostanza, di recuperare terreno rispetto alla Cina, la più agguerrita concorrente in affari, che non pone domande e non pone vincoli. L'obiettivo, palesato da IlSole24Ore, è quello di riprendere in mano la situazione.

L'appello del Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon, che condanna i ritardi della missione ONU in Darfur e l'atteggiamento ostativo del Sudan, cade nel vuoto: nessun Paese fornirà i 24 elicotteri necessari all'impiego della forza di pace ONU in Darfur. Un nuovo rapporto, che sarà presto presentato al Consiglio dei Diritti Umani dell'ONU, denuncia inoltre che tra il 15 giugno e la metà di novembre ben 15 attacchi aerei e terrestri sono stati compiuti dall'esercito sudanese causando l'uccisione di centinaia di civili e lo stupro di altrettante donne.

Questo mese, Presidente del Consiglio di Sicurezza è l' italiano Marcello Spatafora. Scrivete a questo indirizzo per chiedere al Consiglio di Sicurezza ONU di dare una svolta alla crisi in Darfur (Fonte: Italians for Darfur):

Ambassador Marcello Spatafora
Permanent Mission of Italy to the United Nations
Two United Nations Plaza, 24th Floor
New York, NY 10017

Wednesday, 31 October 2007

Accesso ai farmaci negli ACP

Access to medicines in the African, Caribbean and Pacific Group of States

Il 22 ottobre la Commissione per il commercio internazionale del Parlamento europeo ha approvato una raccomandazione per la ratifica dell’accordo
, nato in seno al WTO, che modifica le regole per l’acquisto di medicinali e facilita gli ACP (
Stati Africani, Caraibici e del Pacifico). Un primo passo, che è già stato molto faticoso: per l’approvazione ci sono voluti mesi di discussioni tra la Commissione, il Consiglio e il Parlamento europeo; il tema è stato rinviato quattro volte. Alla fine Commissione e Consiglio hanno accettato di destinare dei finanziamenti al trasferimento di ricerca e di sviluppo tecnologico a favore dei paesi del Sud del Mondo.
Ad ogni Stato membro è stato riconosciuto il diritto di intraprendere accordi che vadano incontro alle esigenze degli Stati in questione, anche al di là delle regole stabilite dal WTO, soprattutto in caso di gravi emergenze sanitarie. All’interno degli accordi bilaterali, inoltre, non verranno trattate condizioni meno favorevoli in materia di accesso ai farmaci.
L’on. Gianluca Susta (DL- la Margherita – ALDE), autore della raccomandazione, è ottimista: “Con le dichiarazioni che abbiamo strappato in questi giorni si può dire che si apre una stagione migliore per l'accessibilità ai farmaci dei Paesi più poveri e che l'Unione Europea si è smossa dall’immobilismo in questa materia”, ha dichiarato (nigrizia.it).
L'impressione che è facile trarre è che siano, come spesso accade, le solite trite ed inutili parole. Fatico a crederci, mi spiace.