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Sunday, 25 May 2008
Rapporto 2008 sui bambini soldato
Dal 2004 al 2007 è diminuito il numero di conflitti che coinvolgono bambini soldato, secondo il Rapporto 2008 della Coalizione italiana "Stop all'uso dei bambini soldato". Decine di migliaia di bambini sono stati rilasciati da eserciti e gruppi armati. Oggi sono 9 gli eserciti che utilizzano i piccoli in guerra, con una leggera diminuzione rispetto ai 10 del 2004, per un totale di almeno 250mila minori, di cui il 40% sono bambine. 
Bambini combattono nell'esercito regolare in Birmania, nella lotta armata contro le minoranze etniche, ma anche in Ciad, Repubblica democratica del Congo,Somalia, Sudan, Uganda e Yemen. I guerriglieri stessi utilizzano bambini soldato: in Afghanistan, Iraq e Pakistan sono stati impiegati come attentatori suicidi. In Africa le guerriglie hanno utilizzato recentemente i minori in guerra in Burundi, Ciad, Costa d’Avorio, Liberia, Nigeria, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Somalia, Sudan ed Uganda. Ragazzi palestinesi sono stati utilizzati come scudi umani dall’esercito israeliano e soldati inglesi minorenni di 18 anni sono stati inviati in Iraq fino a metà del 2005. Gli eserciti governativi utilizzano i bambini in gruppi di supporto o come spie ed informatori. Tale utilizzo li espone al rischio, qualora catturati dagli eserciti vengono trattati da criminali e non da vittime. Il rapporto documenta la detenzione di piccini di appena 9 anni incarcerati in Burundi, di minori maltrattati o torturati in Israele, di minori catturati in Afghanistan e detenuti dagli Stati Uniti a Guanatanamo, in spregio del diritto internazionale. Un ruolo chiave nel prevenire e porre fine all'arruolamento è svolto dai programmi di disarmo riabilitazione e recupero, che però hanno avuto un impatto limitato, soprattutto a causa della scarsità di fondi. 14.000 ex baby soldato non hanno potuto farvi ricorso: sono le bambine ad essere particolarmente penalizzate, di cui solo l’8-15% accede a tali programmi.
Tuesday, 6 May 2008
Un libro sulla tragedia del Darfur
E' da poco uscito nelle librerie italiane il bestseller mondiale "IL TRADUTTORE DEL SILENZIO" di DAOUD HARI (edizioni Piemme). L'autore, sulla base della sua triste esperienza degli orrori della guerra in Darfur, durante la quale è stato torturato ed imprigionato, ha scritto questo libro, mirabilmente privo di sentimenti di odio e vendetta verso i suoi persecutori, i janjaweed al soldo del governo sudanese. Nel testo racconta la sua storia e le dolorose vicende del Darfur.
Fonte: Italians For Darfur
Fonte: Italians For Darfur
Tuesday, 3 July 2007
Le ragazze di Benin city - Isoke Aikpitanyi e Laura Maragnani
Mi sembra assolutamente il caso di dare spazio a Isoke Aikpitanyi e Laura Maragnani, coautrici del libro Le ragazze di Benin city. Il libro è parzialmente autobiografico per Isoke, arrivata in Italia a vent'anni con la promessa di un lavoro "normale" e lo scontro con la realtà della schiavitù e della prostituzione. Ora che l'incubo è finito, Isoke racconta la vita, la tratta, i clienti e i sogni delle ragazze del marciapiede.
Laura Maragnani è invece una giornalista di Panorama che si occupa da sempre di diritti civili, emarginazione e minoranze.
Adesso le due coautrici sono candidate al Premio Testimone di Pace di Ovada, che si tiene ogni anno l'11 settembre. Isoke ha avviato un progetto per l'apertura di una casa in Val d'Aosta per accogliere e aiutare le giovani prostitute nigeriane. Si tratta di un progetto basato sul mutuo-aiuto: le ragazze nigeriane spesso sono considerate troppo difficili dalle comunità di recupero, mentre Isoke e le altre ragazze che collaborano con lei sanno bene come comportarsi, poiché fa parte del loro vissuto. Ella ha trovato un appartamento e vorrebbe partire dal primo novembre, ma ancora non ci sono nemmeno i soldi della caparra. La sottoscrizione è aperta: rbc_isoke@yahoo.it. I costi previsti sono sui 20 mila euro l'anno tra affitto (600 euro al mese), condominio, riscaldamento, bollette varie, cibo, vestiti.
L'indicazione di voto al premio si fa direttamente alla giuria, agli indirizzi info@testimonedipace.org o segreteria@centropacecorrie.it
Fonte: www.vita.it
Laura Maragnani è invece una giornalista di Panorama che si occupa da sempre di diritti civili, emarginazione e minoranze.
Adesso le due coautrici sono candidate al Premio Testimone di Pace di Ovada, che si tiene ogni anno l'11 settembre. Isoke ha avviato un progetto per l'apertura di una casa in Val d'Aosta per accogliere e aiutare le giovani prostitute nigeriane. Si tratta di un progetto basato sul mutuo-aiuto: le ragazze nigeriane spesso sono considerate troppo difficili dalle comunità di recupero, mentre Isoke e le altre ragazze che collaborano con lei sanno bene come comportarsi, poiché fa parte del loro vissuto. Ella ha trovato un appartamento e vorrebbe partire dal primo novembre, ma ancora non ci sono nemmeno i soldi della caparra. La sottoscrizione è aperta: rbc_isoke@yahoo.it. I costi previsti sono sui 20 mila euro l'anno tra affitto (600 euro al mese), condominio, riscaldamento, bollette varie, cibo, vestiti.
L'indicazione di voto al premio si fa direttamente alla giuria, agli indirizzi info@testimonedipace.org o segreteria@centropacecorrie.it
Fonte: www.vita.it
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