Monday, 17 May 2010
Rimesse africane in calo
"Questo calo delle rimesse sarebbe dovuto, secondo agli esperti, non solo alla crisi economica che sta mettendo a dura prova i bilanci dei migranti, ma anche al fatto che per molti stranieri (pure africani) quella di vivere in Italia potrebbe rappresentare una scelta di lunga durata. E non c'è dunque la frenesia di mandare a casa una fetta cospicua del proprio reddito in vista di un ritorno affrettato al paese d'origine."
Ora a me sembra certamente verosimile l'ipotesi, purtroppo, che la crisi economica sia intervenuta energicamente a rallentare il flusso delle rimesse. D'altra parte dubito che proprio nel 2009 (e non nel 2008) molti migranti abbiano deciso di stabilirsi in Italia in un'ottica di lunga durata, nel periodo in cui tantissimi migranti hanno perso il lavoro e faticano più degli italiani a trovare altre soluzioni lavorative stabili (vedi anche questa ricerca della Fondazione Leone Moressa). D'altra parte il 2009, dal mio personale punto di vista, è stato caratterizzato da un aumento dei ritorni in patria (anche temporanei) di molti migranti che, a fronte della perdita del lavoro, percepivano come un costo troppo esoso rimanere nel nostro Paese.
Friday, 3 August 2007
Si acuisce l'impennata inflazionistica in Zimbabwe
AGI - Servono subito 86 milioni di euro per salvare dalla fame centinaia di migliaia di poveri in Zimbabwe, ridotti al lastrico dalla crisi economica (vedi vecchi posts)
Ora il governo di Harare ha dovuto emettere una banconota-record di 200.000 dollari locali (pari circa a 13 dollari usa e buoni per comprare un chilo di zucchero).
L'attuale tasso di inflazione, il piu' alto del mondo, e' al 5.000 per cento e secondo il Fondo monetario internazionale entro fine anno potrebbe toccare il 100.000 per cento.
Per il PAM da qui a dicembre, la siccita' e l'inflazione potrebbero ridurre letteralmente alla fame milioni di persone.
Per scongiurare il peggio, ha avvertito Amir Abdulla, direttore Pam della regione sudafricana, "il Pam dovrebbe aumentare di almeno dieci volte il numero dei beneficiari nei prossimi otto mesi, ma per farlo ha bisogno di aiuti dai Paesi donatori, e subito".